La libertà vale duecento euro al giorno

Poco più di duecento euro al giorno. È questo il prezzo della libertà. Tanto – o poco, a seconda dei punti di vista – la prima sezione penale della corte di appello di Genova ha stabilito che lo Stato dovrà pagare a un cittadino marocchino finito in carcere ingiustamente. E siccome in una cella della casa circondariale di via Pellegrini ci è rimasto per ben 423 giorni, Daudi El Haussaine – così si chiama il trentaduenne extracomunitario – sarà risarcito con circa 87mila euro (per la ingiusta detenzione) più 20mila per il danno morale subito. Totale: poco meno di 108mila euro.
L’ordinanza è stata emessa dai giudici di Genova a cui i difensori del marocchino – gli avvocati Francesca Angelicchio e Donatella Sica, dell’omonimo studio legale che conducono a Sarzana insieme alla collega Francesca Castagna – erano ricorsi dopo che la prima sezione penale della corte di appello, ribaltando la sentenza di primo grado pronunciata dal tribunale di Massa, aveva assolto l’extracomunitario dall’accusa di concorso in rapina aggravata.
Quella di Daudi El Haussaine è la storia di un errore giudiziario. Che è costato alla vittima quasi 14 mesi di carcere preventivo. Un’aberrazione che – come sottolineano gli avvocati Angelicchio e Sica – è dipesa anche dal fatto che il giovane era un cittadino straniero che, nel momento in cui è finito nel mirino degli inquirenti, si trovava in Italia senza permesso di soggiorno.
Le porte del carcere per Daudi si aprono il 13 gennaio del 2004, quando i carabinieri – indagando sull’aggressione commessa la sera del 20 dicembre 2003 ai danni di un anziano all’uscita da un circolo pensionati di Carrara – lo individuano come uno dei tre sospetti rapinatori. Daudi, a differenza del 45enne carrarese Claudio Agnesini che il pensionato aveva indicato tra gli aggressori (il terzo non verrà mai individuato), viene messo in galera. È straniero, senza permesso di soggiorno e dunque – per il gip del tribunale – potrebbe scappare. Perciò nei suoi confronti viene decisa la misura cautelare più rigida. Il 30 giugno 2004 la sentenza: la corte presieduta da Maurizio Mauceri, giudici a latere Ermanno De Mattia e Cosimo Ferri, accoglie la tesi sostenuta dal pm Alberto Dello Iacono e condanna sia il marocchino sia il carrarese a tre anni e un mese di reclusione.
La corte di appello, però, l’11 marzo 2005, mentre conferma la condanna per Agnesini assolve Daudi per non aver commesso il fatto. Le dichiarazioni rese nei suoi confronti dal pensionato vittima della rapina vengono riconosciute dai giudici come contrastanti sia in ordine alla descrizione degli aggressori sia in ordine alle loro azioni. Da qui l’assoluzione con formula piena, la causa di riparazione per ingiusta detenzione e l’ordinanza che fissa per il marocchino il diritto al risarcimento di 108mila euro.

(Fonte: Il Tirreno, 17 gennaio 2006)L.M.

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