Giovane accusato di un attentato a bimbo rom assolto

Sarà risarcito dallo Stato, Daniele Corbizi Fattori, lo studente arrestato a Latignano dopo l’attentato al piccolo nomade Matteo Salkanovic e poi assolto – in tribunale a Pisa – per non aver commesso il fatto.
Il piccolo rom rimase ferito alle mani e agli occhi nel raccogliere un libro da terra, che aveva trovato vicino alla roulotte dove viveva la sua famiglia a Latignano. Attratto dai colori del volume, il bimbo, che aveva 4 anni, alzò la copertina. Ma il libro di fiabe nascondeva un ordigno esplosivo. Dopo l’attentato (avvenuto la sera del 24 gennaio 1995) le attenzioni degli investigari si concentrarono su un gruppo di giovani di Latignano. Del grave fatto venne infine sospettato Daniele Corbizi Fattori, allora studente di informatica all’università di Pisa.
Il giovane, che all’epoca aveva poco più di 20 anni, fu arrestato, nella sua casa a Latignano la sera del 21 febbraio 1995. Era accusato (con lui a giudizio finì anche un altro giovane di Latignano) di fabbricazione di ordigno esplosivo e lesioni personali. Il padre del giovane, che aveva una ditta che trasportava materiali esplosivi, non esitò a prendere le difese del figlio, convinto che si trattasse di un errore giudiziario. Lo studente rimase in carcere, per oltre 70 giorni, fino al 4 maggio dello stesso anno. Il giorno della sua liberazione gli amici organizzarono una festa per salutare l’amico “ritrovato”. Rinviato a giudizio per rispondere dei gravi reati ravvisati a suo carico, il Corbizi, difeso dagli avvocati Giovanni Sellaroli di Pisa e Giuliano De Victoriis di Cascina, venne assolto il 15 ottobre 1999 dal tribunale di Pisa per non aver commesso il fatto.
La sentenza di assoluzione non è stata appellata né dal Pubblico ministero di Pisa né dal procuratore generale di Firenze. “Evidentemente perché tali organi – spiegano i legali di Corbizi – si erano avveduti che gli indizi a carico del Corbizi (che nel frattempo con la famiglia si è trasferito in provincia di Firenze) erano insussistenti dal punto di vista probatorio”. Passata in giudicato la sentenza di assoluzione, il Corbizzi, con il patrocinio dell’avvocato Giulio Venturi di Pisa, allievo dell’avvocato Sellaroli, ha portato avanti la procedura per ottenere la riparazione dell’ingiusta detenzione. E la Corte d’Appello di Firenze – la sentenza è stata emessa il 22 febbraio scorso – ha accordato al Corbizi la somma di 17.300 euro, pari a circa 33 milioni delle vecchie lire. Un risarcimento che chiude, almeno dal punto di vista giuridico, una vicenda che aveva condizionato la vita allo studente alla sua famiglia. Un attentato quello contro Matteo Salkanovic, che ora vive nel campo nomadi di Navacchio, rimasto senza colpevoli.

(Fonte: Il Tirreno, 23 aprile 2002, Sabrina Chiellini)

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