Droga, arresto con rimborso

I soldi delle tasse pagate dei cittadini possono anche finire nelle tasche di imputati pluri inquisiti per spaccio di sostanze stupefacenti.
Quanto avvenuto in un procedimento risarcitorio per ingiusta detenzione a Bolzano è emblematico di un sistema, quello giudiziario, che sembra far acqua in parecchi punti.
Protagonista della vicenda è un presunto corriere della droga albanese coinvolto non in una singola inchiesta, magari per un semplice errore degli inquirenti, ma in più inchiesta di mezzo Norditalia in cui è considerato una vera e propria mente dello spaccio organizzato con interessi dei boss della malavita albanesi.
Il riferimento è ad Adriatik Goga finito in carcere una prima volta a Bolzano nell’ambito della cosiddetta “Operazione Macedonia”, alcuni anni fa condotta dai carabinieri della compagnia di Merano, comandata dall’allora capitano Antonio Sergi.
Al termine dell’operazione che in precedenza aveva già portato in carcere altre sei persone (quattro immigrati e due giovani locali) ed aveva permesso di sequestrare quattrocentoquaranta dosi di droga pesante già pronta per lo spaccio (oltre a 45 milioni di vecchie lire in contanti e una pistola) Adriatik Goga venne condannato in primo grado ad otto anni di reclusione. Sentenza ribaltata in sede di appello quando l’uomo venne assolto dopo che un collaboratore di giustizia, in precedenza minacciato di morte, decise di ritrattare quanto sostenuto in primo grado.
Una vicenda giudiziaria che lasciò molta amarezza in quanto il super teste non se la sentì di dare fiducia alle forze dell’ordine pensando di essere sufficientemente protetto. Adriatiki Goga venne assolto.
Ieri il suo legale, l’avvocato Domenico Pontecorvo, ha addirittura ottenuto un consistente risarcimento economico per ingiusta detenzione del suo assistito che rimase in carcere 440 giorni prima di essere rimesso in libertà. Per inciso lo stesso Adriatik Goga ora è comunque in carcere per altre vicende di spaccio avvenute nella zona di Parma e di Padova.
Il ministero dell’Economia, però, dovrà recapitargli in gattabuia un assegno di 106 mila euro (circa 200 milioni di vecchie lire) con le scuse dello Stato italiano per averlo incarcerato in relazione all’Operazione Macedonia. Come detto il risarcimento è stato disposto dalla Corte d’appello di Bolzano. In base a quanto emerso dal dibattimento una giornata in carcere di un inquisito è stata valutata circa 230 euro. Ora in carcere Adriatik Goga otterrà l’assegno ministeriale.

(Fonte: Alto Adige,25 febbraio 2006, ma.be.)

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