Angelo Ugoni, il comandante di polizia è innocente

Angelo Ugoni innocente ingiusta detenzione

Angelo Ugoni

Era stato in carcere a Lodi per 78 giorni, accusato di corruzione in atti giudiziari e abuso d’ufficio per presunti accordi con proprietari e dirigenti della Provincia tesi ad evitare la messa a norma degli scarichi della conceria Palladio di Somaglia. Ma quando entrambe le accuse erano cadute, dopo tre anni di procedimenti penali, aveva annunciato una richiesta di danni per ingiusta detenzione. E ieri l’ex comandante della Polizia Provinciale di Lodi, Angelo Ugoni, si è visto riconoscere dai giudici della Corte d’Appello di Milano un indennizzo di 50mila euro.

 

«Il risarcimento è un bel segnale — commenta l’avvocato Gianluigi Bonifati, che assieme al collega Ennio Ercoli ha assistito Ugoni nei procedimenti — perché è una dimostrazione della capacità del sistema giudiziario di porre rimedio ai propri errori. La Corte ha deciso di non limitare l’indennizzo a un mero calcolo matematico dei giorni, che si sarebbe limitato a 18.390 euro, ma accogliendo un’istanza della difesa ha riconosciuto un’ulteriore aggiunta di 31.600 euro per valorizzare il particolare danno subito. Ugoni fu arrestato e messo in carcere alla Cagnola, dove passò gran parte della detenzione in isolamento. Di fatto questo ha distrutto la sua carriera».

 

L’ex comandante della Provinciale era finito in manette nel marzo 2007, in seguito all’inchiesta su presunti sversamenti di veleni dalla conceria Palladio in una roggia vicina. Per l’accusa il comandante avrebbe preso mazzette per chiudere un occhio sui controlli, e firmato una determina con il nome del dirigente provinciale Claudio Samarati per far rinviare una bonifica della zona. Si era poi scoperto che la firma sull’atto apparteneva realmente al funzionario, rinviato a giudizio per calunnia, ed Ugoni era stato assolto dalla corruzione in atti giudiziari già in udienza preliminare. Nel marzo 2011 poi, dopo tre anni, era caduta anche l’accusa di abuso di ufficio, con il comandante assolto per «non aver commesso il fatto».

 

«Sono contento — racconta lo stesso Ugoni — è la conferma di quanto ho sempre detto dal giorno del’arresto: ero in carcere ingiustamente, ma nessuno ha voluto ascoltarmi. Ora aspetto l’esito del ricorso in appello (fatto dalla procura sulla sentenza di assoluzione, ndr) ma ritengo questo indenizzo un primo passo a mio favore». Sul possibile reintegro spiega: «Su questa vicenda potrei chiederlo, ma lascerò il da farsi ai miei legali. La mia sospensione dal lavoro era legata alle vicende penali, in attesa di una sentenza passata in giudicato. Ora c’è il ricorso in ballo, e c’è da vedere come finirà. C’è chi ancora si attacca alle altre vicende dove mi hanno tirato in ballo, e l’aria è pesante. Anche perché rimango ancora senza un lavoro. C’è stato un periodo in cui ogni cosa brutta sembrava addebitabile a me. Ora finalmente sta iniziando la mia riabilitazione».

 

(fonte: Alessandro Gigante, Il Giorno, 3 novembre 2011)

 

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