Assolto dopo 25 anni per un omicidio mai commesso

Antonino Romano

Antonino Romano

Quarantasei magistrati, cinque sentenze, 10 anni di processi, 3 gradi di giudizio. Più un anno trascorso in carcere da innocente. Sono i numeri dell’odissea giudiziaria di Antonino Romano, 64 anni, imprenditore messinese accusato di essere il mandante di un omicidio che in realtà non ha mai commesso. A 25 anni dai fatti, finalmente la verità: grazie a un processo di revisione, è caduta ogni accusa. E Romano ha finalmente ritrovato la libertà, vittima di un riconosciuto errore giudiziario.

 

È il tardo pomeriggio del 14 ottobre 1992. Il commerciante Antonino Stracuzzi viene assassinato a colpi di pistola 357 Magnum e 7,65 parabellum, mentre è a bordo della sua Fiat Croma davanti alla chiesa di San Matteo, nel cuore del quartiere “Giostra” di Messina.

Le indagini risalgono ad Antonino Romano: due collaboratori di giustizia sostengono che l’imprenditore messinese abbia commissionato l’omicidio di Stracuzzi come vendetta per aver picchiato uno dei suoi figli.

Ma la realtà è che quel pestaggio non è mai avvenuto. E Stracuzzi, prima ancora che un commerciante, è uno dei più efferati killer della potente cosca Galli. Purtroppo però, prima che questo venga accertato, Antonino Romano dovrà attraversare un’odissea giudiziaria.

 

In primo grado, la Corte d’assise di Messina condanna infatti Romano a 25 anni di carcere. L’imprenditore è ritenuto colpevole anche dai giudici della Corte d’appello, che però riducono la condanna a 18 anni e 8 mesi. In Cassazione, però, le cose cambiano: i giudici della Suprema Corte annullano per vizio procedurare il verdetto di secondo grado, disponendo un nuovo processo davanti alla Corte d’assise d’appello di Reggio Calabria.

Qui, però, per Antonino Romano è di nuovo condanna: confermati i 18 anni e 8 mesi di reclusione. E anche il successivo ricorso in Cassazione, nel giugno del 2016, viene respinto. Risultato: il verdetto diventa irrevocabile. E per l’imprenditore si aprono le porte del carcere, dove si accinge a scontare 20 anni di reclusione per concorso in omicidio.

 

Si arriva così al processo di revisione, fortemente voluto dal legale di Antonino Romano, l’avvocato Giovambattista Freni. Diversi nuovi elementi vengono presi in considerazione dai giudici della Corte d’appello di Catanzaro: tra questi, viene accertato che il pestaggio del figlio di Romano, da parte della vittima, non è mai avvenuto. E Scatuzzi era solo ufficialmente un commerciante, perché in realtà era uno dei più efferati killer della potente cosca Galli. I giudici assolvono definitivamente Antonino Romano:

 

“Sono felice, finalmente giustizia è stata fatta. Ho sofferto molto, ma ora il mio calvario è finito. La mia famiglia ha sofferto con me, spero ora sia stata fatta chiarezza, ma naturalmente nessuno potrà mai ripagarmi per un anno di detenzione e dieci anni di sofferenze. Dopo 5 condanne non avevo più fiducia nella giustizia, adesso sono tornato a vivere”.

 

L’avvocato Giovambattista Freni ha già annunciato che presenterà richiesta per ottenere il risarcimento per ingiusta detenzione.

 

Per l’omicidio di Scatuzzi restano in carcere due boss e un esecutore materiale, condannati a 30 anni.

 

(fonte: Ansa, Repubblica, Lasiciliaweb.it, ReggioTv.it, 8 luglio 2017)

 

 

Commenta