Arrestato ingiustamente, si uccise. Risarcimento alla vedova

Fu detenuto ingiustamente per sette giorni Donato Ricci, l’ingegnere di 46 anni, di Lanciano che si suicidò poi per la vergogna. La Corte d’appello dell’Aquila ha riconosciuto l’ingiusta carcerazione e ha stabilito un risarcimento di 10 milioni alla vedova. Ricci si uccise con il gas di scarico della propria auto, in garage, dopo quattro giorni di arresti domiciliari. Era stato accusato nell’ambito dell’inchiesta Trafor su presunte irregolarità nella gestione dei servizi regionali dei trasporti e della formazione professionale. I coimputati dell’ingegnere, accusati di falso ideologico e truffa ai danni della Regione Abruzzo nella sua qualità di presidente dell’Enfap di Lanciano, furono assolti nel 1998.

(Fonte: la Repubblica 12 ottobre 2000)


http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/02/10/si-uccide-per-la-vergogna.html
34

Commenta